Informazioni turistiche su Via del Corso

Via del Corso from Il Vittoraino

Da quasi un secolo via del Corso ha perso l’importante ruolo di porta d'ingresso alla capitale, ma sono presenti molti palazzi del potere che si concentra tuttora lungo via del Corso.
Poche strade al mondo possono riportare una storia lunga oltre 2000 anni; i 1500 metri del Corso testimoniano la grandezza dell'impero, l’affermazione del Cristianesimo e gli splendori della Roma papalina.

Tutto questo con l’apporto dei grandi artisti chiamati dai potenti laici e religiosi bramosi di lasciare un segno del proprio passaggio.
Ecco allora un impianto urbano divenuto modello per gli interventi eccessivi, le scenografie forzose assurte a mirabili esempi di architettura rinascimentale, seicentesca e settecentesca.
La passeggiata lungo il Corso vanno messe in preventivo un paio d'ore, escludendo ome d'abitudine le visite di chiese, palazzi e dello Galleria Daria Pamphilj.

Roma

Via del Corso.
La strada coincide col tratto dell'antica Via Flaminia racchiuso nelle mura Aureliane; l'asse, lungo il quale spuntarono alcuni tra i più antichi luoghi di culto paleocristiani, conservò rilievo anche dopo la caduta dell'impero come accesso settentrionale alla città.
Alla fine del XV secolo, l'edificazione del palazzo di Venezia mosse Paolo II a risistemare il tratto esterno della via, mentre i papi del '500 vi favorirono la modificazione delle abitazioni in palazzi.
Il '700 vide il Corso divenire un centro della vita intellettuale e artistica, che orbitava intorno ai molteplici caffè, mentre alla metà del secolo successivo l'apertura di negozi di moda e delle sedi di giornali, dettero inizio alla terziarizzazione della via.

reflecting table, galleria doria pamphilj

Galleria Doria Pamphilj.
La disposizione dei quadri segue le istruzioni contenute in un documento del '700, dove di ciascuna opera è ricondotta l’esatta sistemazione secondo un criterio di simmetria, dove si possono ammirare le opere di Guercino, Paris Bordon, Correggio, Lorenzo Lotto, Guido Reni, Jan Bruegel il Vecchio.
Una piccola sala è riservata al celebre ritratto di Innocenzo X, compiuto da Diego Velàzquez, e al busto di Innocenzo X di Gian Lorenzo Bernini; quattro piccoli ambienti accolgono una selezione di quadri divisi per secoli, tra i quali risultano capolavori come il Riposo durante la fuga in Egitto di Caravaggio e il Doppio ritratto di Raffaello.

S. Ignazio: molto doveva la Chiesa a Ignazio di Loyola, difensore tra i più strenui del cattolicesimo. A lui, santificato nel 1622, Gregorio XV volle intitolare questa chiesa, per la quale Carlo Moderno prese spontaneamente a modello la chiesa del sia per la facciata che per l'interno.
Una volta entrati, si va subito al centro dell’unica navata per prendere la mirabile profondità che Andrea Pozzo pensò a rimpiazzo della progettata e mai realizzata cupola, fingendone la profondità e la luce.

Palazzo di Montecitorio: il palazzo è sede della Camera dei Deputati dal 1871, edificio commissionato nel 1653 da Innocenzo X a Gian Lorenzo Bernini e riconvertito alla fine dello stesso secolo in sede dei Tribunali; assai più recenti sono la facciata in mattoni rossi e travertino sulla retrostante piazza del Parlamento.
All’interno ci sono le opere di grandi artisti come di Carlo Carrà, Giorgio De Chirico, Lorenzo Viani.

Palazzo Chigi

Palazzo Chigi : iniziato nel 1580-86, l'edificio passò nel 1659 alla famiglia Chigi, che fece associare il cortile e lo scalone; nel '700 venne aperto il portale su piazza Colonna e fu conseguita la ricca decorazione degli ambienti interni.
Lo fronteggia il palazzo della Rinascente, versione romana delle gallerie commerciali parigine.

Ss. Ambrogio e Carlo al Corso: la costruzione della chiesa si deve alla comunità milanese dell'Orbe, bramosa di festeggiare la canonizzazione di S. Carlo Borromeo: ne risultò una tra le più riuscite manifestazioni del barocco capitolino. Il progetto venne commissionato a Onorio Longhi, mentre la direzione dei lavori spettò a Martino Longhi il Giovane; nel 1668-69 Pietro da Cortona, realizzò la stupenda cupola su tamburo e disegnò la decorazione a stucchi dell'interno.

Piazza del Popolo: al centro dello slargo, chiuso a nord dall’omonima porta e dominato a est dalla passeggiata del Pincio, si alza l’obelisco Flaminio, il più antico e il più alto di Roma dopo quello Lateranense.
Gli emicicli della piazza, la cui attuale sistemazione si deve l'intervento in chiave neoclassica di Giuseppe Valadier, ospitano due fontane in travertino con bacini a forma di gigantesche conchiglie sormontate da gruppi ideati dall'architetto romano, cui si devono pure edifici verso il Tridente luogo dei noti caffè Rosati e Canova.

Le chiese di piazza del Popolo: sempre sul lato sud, S. Maria di Monte santo e S. Maria dei Miracoli paiono chiese gemelle, ma non lo sono.
La costruzione della prima, cominciata n 1662, terminò nel 1679.Per l'edificazione della seconda bastarono invece sei anni. La passeggiata che sale al Pincio, creazione di Valadier ha termine sotto la casina Valadier: dalla i terrazza si gode una insolita vista della città, dominata dalla cupola di S. Pietro.

S. Maria del Popolo: la chiesa, costruita nel triennio '1475-77 secondo gli schemi dell’architettura contemporanea sacra lombarda, sul sito di una piccola cappella mariana.
Il chiesa fu oggetto già nel '500 di nuovi interventi che continuarono in chiave barocca nel secolo successivo, quando venne accavallato in facciata e all'interno un nuovo apparato decorativo sotto la regia di Gian Lorenzo Bernini.
L'altare maggiore nasconde alla vista i retrostanti monumenti del cardinale Ascanio Sforza e del cardinale Girolamo Basso Della Rovere.
La cappella del transetto sinistro ospita due capolavori di Caravaggio: la Conversione di S. Paolo e la Crocifissione di S. Pietro.