Informazioni turistiche sui piatti e le ricette tipici di Roma

Roma è fra le capitali europee una delle poche a vantare una cucina quasi interamente "popolare'', anche se nel ricettario romano sono inseriti poco a poco a far parte molti piatti originari da altre tradizioni gastronomi, basti pensare ai famosi Carciofi alla giudia, inseriti dalla prima comunità ebraica.

Coda alla Vaccinara - Finished

Non si dimentichi poi che nella cucina romana sono entrate diverse specialità originari delle abitudini culinarie della regione, così da produrre un mosaico che aumenta e personalizza l'eredità del passato, rnantenendone identica la semplicità dall'ingerenza delle mode e del turismo. Vengono così continuate la schiettezza e la gustosa semplicità di una cucina che ha combaciato nei secoli di maggior splendore anche con i gusti delle classi aristocratiche. Insuperabile è la coda alla vaccinara.

Bruschetta

Antipasti: il più conosciuto antipasto della cucina romana è senz'altro la bruschetta, disposta con pane casereccio di almeno un giorno, tagliato a fette non troppo sottili e passate sulla fiamma viva senza bruciarle, ma abbrustolite, poi sfregate con aglio e bagnata d'olio, che la memoria vorrebbe grezzo e di prima spremitura. L'inconfondibile bruschetta romana si può presentare anche con alcune varianti, cambiando sapore e nome. Ecco quindi comparire in tavola la stuzzicante bruschetta del vignaiolo, disseminata di broccoletti, pomodori, salsiccia fresca, peperoncino rosso, olio e una spruzzata dl vino. Altrettanto invitanti sono le molte varietà di crostini, fette di pane ricoperte di vari ingredienti.

Si prosegue poi con la panzanella, fatta di avanzi di pane bagnato in acqua per pochi secondi, poi lievemente strizzati con il palmo delle mani, spruzzati d'olio e aceto con l'aggiunta di cipolla, basilico in foglie spezzettato, pomodoro in pezzi, sale e pepe.
Nelle feste tradizionali si consumano anche altri tipi di antipasti: nel periodo natalizio il capitone, grossa anguilla fatta marinare), a Pasqua l'antipasto pasquale romano fatto di salame affettato, uova sode, olive, cuori di sedano e ravanelli. Ma per entusiasmare un romano è sufficiente servire del pinzimonio: un cesto di verdure fresche, intinte nell'olio con sale e pepe.

David's Decadent Dinner - 16

Le insuperabili pastasciutte romane.
Tra i piatti che gli abitanti della capitale hanno ereditato dai loro avi, risaltano senz'altro i primi piatti a base di pasta. Un tempo erano i leganum, fatti con acqua e farina, oggi ogni tipo di pranzo non può ignorare da un robusto piatto di rigatoni, bucatini o spaghetti.
La ricetta universalmente nota è quella dei bucatini all'amatriciana.
I grossi spaghetti forati al centro affogano in un sugo a base di guanciale, strutto, pomodori, peperoncino e vino bianco e infine sono rivestiti di pecorino romano grattugiato. A seguire i famosi gnocchi di semonella, o alla romana, che vengono abitualmente serviti il giovedì. Sono fatti di semolino, latte, uovo e tagliati a rondelle.
Gli gnocchi così ottenuti vengono ordinati a strati con formaggio grattugiato e burro, poi gratinati e serviti fumanti in tavola.
Gli spaghetti alla corbonara, amati anche dagli stranieri, devono le loro origini ad un piatto a base di pasta, farina e acqua.
Gli spaghetti vengono conditi in una terrina contenente uova crude, pancetta a pezzettini, pepe e pecorino grattuggiato.
Le penne all'arrabbiata, ormai presenti su tutte le tavole italiane, hanno fama di essere piccanti. Sempre in tema di spaghetti, da non pepe, insaporiti solo con pecorino grattuggiato e pepe.
Ed infine, piatto propriamente romano sono i rigatoni alla patata, conditi con un intingolo di interiora di vitellino, preparate su un fondo di pomodori, con prezzemolo, peperoni, olio, aglio e vino bianco.
Chiude la rassegna dei primi un copioso piatto di fettuccine alla romana, con condimento a base di pomodoro, prosciutto, fegatini e cuore di pollo, funghi.

Formaggi: tra i formaggi romani possiamo citare alcuni tipi tra cui:

Pecorino Romano Fulvi Cheese

Pecorino: quello romano è di gran lunga il più rilevante di tutta la famiglia di formaggi che hanno questo nome. La sua produzione è sorvegliata da un'apposita legge che ne permette la lavorazione, oltre che nel Lazio, anche in Sardegna.
Conosciuto anche all'estero, è prodotto da novembre a giugno, unicamente con latte dagli allevamenti delle zone d'origine e coagulato con caglio di agnello. Di pasta dura, cotta, compatta, lievemente occhiata, con un colore ondeggiante fra il bianco e il giallo paglierino tenue, ha un aroma tipico e il sapore piccante assegna un gradevole gusto nel condimento dei primi piatti. Caciotta romana: anche se si produce una varietà stagionata con un sapore più forte, la caciotta è un prodotto in genere fresco, a pasta cruda, densa, con un colore bianco che può andare fino a un tenue giallo paglierino.
È generalmente di latte misto, pecorino e vaccino; di raro si concepisce utilizzando un solo tipo di latte. E un formaggio appetitoso, dalla forma tonda e bassa.
Canestrato: quando viene venduto freschissimo, può essere chiamato "zuma" e il termine canestrato dev'essere adoperato perciò dopo che ha raggiunto la piena maturazione. Prodotto con latte pecorino intero, è un tipico formaggio da tavola, ma può essere utilizzato anche come condimento.
Mozzarella: un tempo veniva prodotta unicamente servendosi del latte di bufala, ma oggi sempre più spesso si ottiene dal latte vaccino o misto.
È un formaggio fresco con crosta sottile edule; il peculiare tipo di lavorazione cui è sottoposto il latte provoca la tipica filatura della pasta, che risulta essere più o meno spugnosa, elastica.
Forma e dimensioni sono variabili può pesare da 60 a 500 grammi circa, quella di bufala ha sapore intenso, a volte lievemente acidulo mentre quella a combinazione mista ha un gusto più leggero.

Provolone: questo formaggio è prodotto con latte vaccino intero, a pasta filata e dura che può presentare qualche leggera occhiatura. La salatura avviene per immersione, per breve tempo, in salamoia. La stagionatura richiede un tempo superiore ai sei mesi, che può prolungare fino a un paio di anni.
Ricotta romana: soda, compatta, asciutta, è molto ricercata e adoperata nella preparazione di vari piatti, salati e dolci, oltre che per il suo consumo al naturale". Più che di un formaggio si tratta di un latticino prodotto dalla ricottura e dall'acidificazione del siero. In origine veniva concepita con il siero di pecorino, mentre ai giorni nostri si usufruisce anche latte vaccino.

Grapes (uva) for sale

Mercati: un giro per la capitale alla ricerca di "fruttaroli" e di "vignaroli", può partire da piazza San Cosimato, tutte le mattine esclusa la domeniche, uno dei mercati più importanti del centro che offre principalmente frutta e verdura, sebbene si possano caratterizzare anche banchi di carne e altri generi alimentari.
Il mercato dei romani per eccellenza è tuttavia quello di Campo de' Fiori, tra bancarelle di frutta, carne, pesce e fiori. Dai più ricco allo storico mercato della capitale, il Testaccio, nell'omonima piazza, dove facilmente anche in epoca romana si teneva un grande emporio, al confine tra il nobile quartiere dell'Aventino e i vicoli del popolare quartiere del porto di Testaccio.
II volto multietnico della capitale si mostra al mercato di largo della Moschea: nel giorno della preghiera musulmana, cioè il venerdì, la zona si anima con una serie di banchi che presentano prodotti alimentari dell'India, del Maghreb. Intorno a piazza Vittorio si raccolgono invece i negozi di prodotti cinesi e filippini.