Informazioni turistiche su Ostia

Nell’anno 1557 ci fu una catastrofica piena del Tevere mise fine alla lunga storia dell'abitato, ormai in rovina e accerchiato da cagionevoli paludi.
Appariva davvero lontana più di 1000 anni la floridezza dell'età adrianea, quando la città, sorta tra la fine del V e l'inizio del IV secolo a.C, come base della flotta romana, contava una popolazione vicina ai 50 abitanti, Di Ostia si tornò a parlare nei primi anni dell'800 quando Pio VII avviò i lavori di scavo, che presero carattere sistematico dopo l'Unità.

Scavi di Ostia Antica: la visita si sviluppa lungo il decumano, proseguimento entro le mura urbane della Via Ostiense, che finisce con la porto Romano, limitata da due torri a pianta quadrata. Sul lato destro della strada, un portico in laterizio precede le adrianee terme di Nettuno, contemporanee alla retrostante caserma dei Vigiles, che accoglieva un reparto di circa 400 uomini.
Il Teatro, costruito nel I secolo a.C., fu ricostruito in mattoni nel 196: l'aspetto attuale è frutto di un ristrutturazione moderno.
Intorno ai Grandi Horrea, uniti a decumano da via dei Molini, vertevano vivaciattività commerciali: la potente struttura in mattoni risale all'età di Commodo. Via della Casa di Diana arriva invece il thermopolium, osteria del III se colo con banchi di mescita.

Museo Ostiense: preparato all'interno del rasone del Sale raccoglie i più rilevanti reperti rinvenuti negli ultimi 40 anni del '900. Accanto a molteplici oggetti della vita quotidiana sono presentati rilievi in marmo e in terracotta, sculture ispirate ai culti orientali.

Foro: durante il regno di Adriano, che vide Ostia vivere la sua stagione più florida, l'abitato fu oggetto di un rilevante riforma urbanistica raggiunta l'apice nella riconfigurazione del Foro, punto d'incontro tra decumano e cardo.
Esso vide unire al tempio di Roma e Augusto, di età tiberiana, e alla Basilica giudiziaria, innalzata sotto Domiziano o Traiano, il Capitolium, il maggior tempio di Ostia, e il caseggiato dei Triclini, e sotto Settimio Severo sede della corporazione dei costruttori.

Via della Foce: si separa a destra presso il bivio del castrum e porta all'area sacra repubblicana, seguita dal III secolo a.C., nella quale si separa il tempio di Ercole.
La vicina domus di Amore e Psiche e un prezioso esempio di ricca casa ornata della tarda età imperiale.
Avanti, sul lato opposto della via, il caseggiato di Serapide, che prende nome dal sacello con la statua in stucco della divinità, consente di accedere alle terme dei Sette Sapienti, ricche di pitture anche satiriche.
L'insula delle Muse
L'insula si arriva per il cardo degli Aurighi e poi a sinistra per via delle Volte Dipinte, è una ricca casa della media età imperiale che contiene in una sala, aperta sul cortile porticato, il ciclo di Apollo e delle Nove Muse, straordinario documento della pittura di età adrianea.

Attorno a Porta Marina: la porta segnava l'uscita del decumano dall'abitato e, un tempo, giunge alla spiaggia. Seguendo a sinistra via di Cartilio Publicola si raggiunge alle terme della Marciano, rimaste in funzione fino al VI secolo, da dove si vedono i resti della Sinagoga, una presenza straordinario nel Mediterraneo occidentale durante l'età classica: ne sono testimoniate le fasi costruttive del I e del IV secolo.
Tornando da porta Marina in senso del Foro, il decumano incontra, una di fronte all'altra, la schola del Traiano, possibile sede della corporazione dei costruttori navali, e la così chiamata Basilica cristiana, costruzione di fine IV secolo a due antinavate e due navate affiancate.

Santuario di Cibele: raggiungibile su via del Pomerio e il cardo, e noto anche come campo della Magno Mater; rievocante a età adrianea, si compone dei templi di Cibele e di Bellona e del santuario di Attis, figlio e amante di Cibele alla cui ciclica risurrezione si riferiva il risveglio primaverile della terra. La principale fullonica di Ostia si trova lungo via degli Augustali, che si separa dal decumano in direzione dell'entrata agli scavi; innalzata sotto Antonino Pio.

Ostia medievale: l' alluvione del 1557 colpi anche l'insediamento che era cresciuto nei secoli precedenti sui resti di Gregoriopoli, cittadella rafforzata voluta da Gregorio IV nella prima metà del IX secolo come scalo commerciale e dogana.
Il trasferimento di questa e dell'approdo a Fiumicino sancì il conclusivo abbandono del borgo, di cui resta oggi la Rocca, di aspetto del ‘400, dove si colgono i monumenti più rilevanti.
I corpi di S. Aurea, martire cristiana del III secolo, e di S. Monica, madre di S. Agostino, pare siano stati accolti nella chiesa di S. Aurea, assegnata nell'aspetto attuale a Boccio Portelli ma risalente almeno al V secolo. Il Palazzo episcopale, alle spalle del luogo di culto, un ciclo di affreschi di Baldassarre Peruzzi.
Il restauro del castello di Giulio II, finito nel 1991, ha reso un aspetto forte all'edificio, fatto conseguire dall'allora cardinale Giuliano Della Rovere su disegno del Portelli.