Informazioni turistiche sul Lungotevere
Il Lungotevere è uno lei luoghi più belli di Roma.
Gli argini hanno peraltro permesso di ricavare sulle rive del fiume Tevere
viali alberati sul modello dei Lungosenna parigini, scandii da nuovi
ponti per unire il cuore della capitale con Prati, il Vaticano e
Trastevere.
Le necessità del tragico veicolare li hanno cambiati in veloci assi
di scorrimento, ma non ha levato comunque interesse a una
passeggiata che offre un'immagine singolare di
Roma riprendendo
l'antico legame della capitale con il suo fiume.
La passeggiata pedonale lungo il Tevere richiede mezza giornata, ma
è possibile abbreviare assai il tempo di percorso facendo richiesta
ai mezzi pubblici.
Ponte Milvio.
Si concluse qui la battaglia del 28 ottobre 312 tra Massenzio e
Costantino, al quale la notte precedente era mostrato in sogno una
croce, presagio che lo convinse ad stringere la fede cristiana. Non
resta granché del ponte in tufo e a quattro archi che al tempo
scavalcava il Tevere, innalzato nel 109 a.C., anche perché durante
la difesa della Repubblica romana, Garibaldi lo fece saltare al fine
di rallentare l'avanzata dei francesi.
Foro Italico.
Questa "città dell'atletica” conseguita tra il 1928 e il 1936
immaginandovi anche edifici di rappresentanza e studio.
Asse principale del complesso: inserito da un obelisco in marmo di
Carrara, è viale del Foro Italico, la cui passata intestazione
all'impero è celebrata dalle date incise sui blocchi di marmo suoi
lati e dai mosaici di fine anni '30. Tra gli impianti sportivi
originari si distingue stadio dei Marmi mentre è un'aggiunta del
secondo dopoguerra lo stadio Olimpico.
Ponte del Risorgimento
In vista dell'Esposizione internazionale del 1911 si rese necessario
un collegamento tra il quartiere della Vittoria e viale delle Belle
Arti, posti sulle sponde di fronte al Tevere ma entrambi compresi
nell'area espositiva. A riempire la mancanza arrivò il primo ponte
in cemento armato di Roma.
Quartiere della Vittoria.
E ormai divenuto il simbolo della RAI il Cavallo morente di
Francesco Messina collocato nel giardino di fronte al palazzo della
Direzione generale dell'Ente al di viale Mazzini.
Questo raffigura l'asse maggiore del rione, il cui impianto viario
stellare si stende tra le palazzine e i villini.
Ponte Regina Margherita.
Le sue tre arcate ricoperte di travertino congiungono il Pincio al
rione Prati, l'unico al di fuori delle mura Aureliane, sino alla
seconda metà dell'800 luogo di camminate e gite presso vigne e
osterie. Il suo sviluppo soffrì una notevole accelerazione dopo
l'Unità, allorché vi sorsero le residenze della nuova borghesia.
Ara Pacis Augustae.
I confini dell'impero si sarebbero ingranditi ancora, ma più che
l'allargamento dei domini era politicamente rilevante festeggiare la
pace decisa dalle imprese in Gallia e Spagna. Augusto fece perciò
votare nel 13 a.C. questo monumento, facendolo realizzare nel cuore
del Campo Marzio.
Fu rinvenuto nel '500, ma solo negli anni '30 del XX secolo fu
traslocato nel padiglione vetrato sul fiume, posante su un basamento
che riporta le Res Gestae Divi Augusti, ossia il resoconto della
carriera politica dell'imperatore.
Mausoleo di Augusto.
Il sepolcro di Augusto cominciato nel 27 a.C. dal princeps per sé e
i propri successori ma caduto in rovina già nella tarda antichità,
rimanesse ben poco dopo un tale vortice di riutilizzi. Il massiccio
tumulo era in origine piantato a cipressi, sormontato da una statua
in bronzo e decorato a fianco dell'ingresso dai due obelischi.
All'interno, una cella conservava le spoglie di Augusto.
Ponte Vittorio Emanuele II.
I festeggiamenti per il cinquantenario della proclamazione del regno
d'Italia implicarono l'inaugurazione del ponte a lui dedicato, poco
a valle del quale il fiume sommerge quasi per intero i resti dei
piloni del pons Neronianus, crollato con ogni probabilità nel VI
secolo. Nel 1939-42 venne invece aperto il ponte Principe Amedeo
Savoia Aosta, poco a sud del sito dove Giulio Il voleva porre ponte
Giulio.
Ponte Sisto.
nei secoli di governo pontificio, così prodighi di chiese e di
palazzi patrizi, si dimostrarono molto tirati in fatto di ponti.
Questo è infatti l'unico edificato a Roma dal medioevo alla fine
dell'800, assorbendo l'arco superstite di un manufatto romano caduto
nel 589. L'apertura sul pilone centrale fu utilizzata per secoli
come rilevatore dei livelli di guardia.
Isola Tiberina.
Isola Tiberina è collegato alla terraferma da ponti, ed era un luogo
di culto per diverse divinità. Secondo la tradizione, durante la
peste del 293 a.C. il serpente benedetto a Esculapio vi balzò
dall'imbarcazione che l'aveva portato dalla greca Epidauro, per
individuare il sito dove innalzare un tempio.
Risale invece a fine '500 l’edificio del primo nucleo dell'ospedale
Fatebenefratelli, che assimilò la chiesa di S. Giovonni Calibita; la
vocazione "terapeutica" de l'isola fu rafforzata durante la peste dr
1656, quando venne destinata a lazzaretto.
Monumenti dell'isola Tiberina.
Sulle rovine del tempio di Esculapio fu costruita in epoca
paleocristiana la chiesa di S. Bartolomm all'Isola, ricostruita nel
1583-85 e rimanipolata 40 anni più tardi; il campanile ne testimonia
il primo rifacimento.
All'interno, suddiviso in tre navate da colonne forse recuperate dal
tempio di Esculapio,va invece riferita a una rocca medievale la
torre Coetani, che difendeva l'accesso al ponte Fabricio, detto pons
Judoeorum perché oltrepassato dagli ebrei che da Trastevere si
spostavano al ghetto.
Il monumento, opera di Lucio Fabricio nel 62 a.C., ci è giunto quasi
integro: il restauro del II secolo si limitò a avvicendare
l'originale rivestimento in travertino con mattoni.
Ponte Rotto.
Rimane una sola arcata del pons Aemilius, il primo in pietra di
Roma, buttato tra il 181 e il 179 a.C. dai consoli Marco Emilio
Lepido e Marco Fulvio Nobiliore: fu in parte distrutto nel 1886 per
lasciare spazio al ponte Palatino.







