Informazioni turistiche sul quartiere EUR
I maestosi edifici dell' EUR, furono concepiti per l' Olimpiade delle civiltà (cosi
il regime fascista definiva l'Esposizione universale attesa per il
1942).
Interrotta dagli eventi bellici nei primi mesi del 1943,
l'edificazione dell'E42 (questo era il nome originario del
complesso) riprese negli anni 50, subendo all'inizio del decennio
successivo un aumento della velocità notevole non solo a
continuazione dei giochi olimpici del 1960 ma anche per lo
spostamento di alcuni ministeri. Per la visita dell'EUR,
raggiungibile dal centro cittadino con la linea B della
metropolitana, è sufficiente un'ora, musei esclusi.
Palazzo della Civiltà del Lavoro.
Se il simbolo di Roma è il Colosseo, quello dell'EUR non poteva che essere il "Colosseo
quadrato", così detto per i 216 archi che quasi ossessivamente si
aprono sulle pareti dell'edificio.
Ma i progettisti intendevano commemorare proprio questo elemento
decorativo, tanto che in origine il palazzo era intitolato alla
Civiltà Romana. II primo fabbricato del quartiere a essere ultimato
fu però il vicino palazzo degli uffici dell'Ente autonomo EUR.
Palazzo dei Congressi.
La mescolanza di tecnologie e materiali moderni con l'ispirazione
classica voluta dal regime fascista era un compito difficoltoso da
ottenere. Adalberto Libera riuscì in tale intento disegnando questo
edificio che all'esterno si presenta come un semplice, bianco volume
cubico, dentro il quale si occultano un salone, una sala congressi e
perfino un teatro all'aperto.
Piazza Marconi.
Come lascia comprendere il nome del monumentale slargo, i rilievi
sulla stele collocato al centro celebrano l'invenzione della radio.
Il progetto dell'esposizione simboleggiò la piazza come centro
ideale del complesso sul quale si sarebbe dovuto sporgere il Teatro
imperiale di Luigi Moretti, al posto fu eretto tra il 1959 e il 1960
grattacielo Italia.
Museo nazionale preistorico-etnografico Luigi Pigorini.
È la più rilevante raccolta italiana di preistoria e tra le maggiori
al mondo per I'etnografia extraeuropea. Fu fondata nel 1875 con le
collezioni che i Gesuiti romani avevano iniziato a raccogliere dal
‘600 nelle loro missioni in Cina, Canada, Brasile, aumentate con le
"curiosità esotiche" che passeggeri ed scopritori portarono nel
vecchio continente tra la fine dell'800 e gli inizi del secolo
successivo.
Tale grande patrimonio è oggi presentato nelle due sezioni del museo
con sede nel palazzo delle Scienze, innalzato tra il 1939 e il 1943.
Preistoria e Protostoria interessa principalmente l'Italia,
ripercorrendo il lungo cammino dal Paleolitico inferiore all'età del
Ferro in modo da sottolineare le diverse rappresentazioni dei
singoli ambiti regionali e delle espressioni artistiche nelle varie
aree della penisola.
Non meno importanti appaiono le collezioni etnografiche. Quella
relativa all'Africa evidenzia l'attenzione sull'incontro e
l'interscambio culturale tra il continente nero e il mondo
occidentale, mentre i caratteri più significativi delle culture
dell'Oceania sono decorati attraverso un viaggio simbolico nelle
isole del Pacifico.
La raccolta di etnografia asiatica, benché piccola
quantitativamente, è sufficiente a dare un'idea del mosaico di
culture e di manifestazioni artistiche del continente; le Americhe
sono rappresentate dalle ceramiche preco¬lombiane dal Messico e dal
Perù e dai reperti delle popolazioni native degli odierni Stati
Uniti e Canada.
Museo dell'Alto Medioevo.
Da notare i corredi funebri delle necropoli longobarde tra il VI-VII
secolo di Nocera Umbra e Castel Trosino, presso Ascoli Piceno,
comprensivi di utensili domestici, armi, collane e monili in oro e
in pasta vitrea, pettini in avorio, calici e coppe, finimenti per
cavallo. Inoltre, cibori, amboni, recinzioni presbiteriali, vere da
pozzo, capitelli nel VIII-X secolo originari da chiese romane e
laziali.
Piazza Agnelli.
Promotrice del complesso fu la FIAT, i due edifici simmetrici,
ricoperti di tufo e culminanti in una cornice in travertino, privi
di aperture se si eliminano i due accessi monumentali e tra loro
uniti da un colonnato a tutta altezza, rappresentano il risultato
più magniloquente della rievocazione della Roma imperiale
coraggiosamente perseguita dal fascismo.
Museo della Civiltà Romana.
Negli anni '30 del `900 i viaggi all'estero erano ancora un
privilegio serbato a pochi. Rientrava però negli intenti
autocelebrativi dei regime decorare la grandezza della Roma classica
attraverso i più importanti monumenti innalzati nelle province,
ripercorrendo nel contempo le tappe più rilevanti della sua storia.
Nel 1937 fu perciò organizzata una mostra augustea della Romanità,
con calchi delle più rilevanti esecuzioni architettoniche sparse
negli ex domini dell'Urbe.
Il frutto di questo lavoro è esposto in questo museo (visite: 9-19;
domenica 9-13.30; chiuso lunedì), compiuto da plastici, modelli e
copie in dimensione reale. E certo la spettacolarità di alcuni
soggetti esposti, primo tra tutti il grandioso plastico di Roma
antica, che riproduce la città così come doveva apparire nel IV
secolo. Come pure il poter osservare da vicino i rilievi della
colonna Traiana incaricati da Napoleone III nel 1860, o la
riedificazione della colonna rostrata di Caio Duilio alzata nel Foro
Romano per commemorare la vittoria sui cartaginesi nella battaglia
navale di Milazzo.
Viale Europa.
Sembra avviato a diventare un vero e proprio viale dei ministeri:
anche lasciando fuori il complesso dell'Archivio centrale dello
Stato, che prese a modello le agorà ellenistiche, se ne contano già
tre.
Tra essi quello delle Poste e Telecomunicazioni, sede dell'omonimo
museo (visite: lunedì-venerdì 9-13), che spiega l'evoluzione dei
sistemi di comunicazione dal 1633 passando attraverso gli strumenti
della sala trasmissioni di Guglielmo Marconi sul panfilo Elettra.
Ss. Pietro e Paolo.
Il progetto la voleva come punto di legame visivo e simbolico del
nuovo quartiere, così come il "cupolone" di S. Pietro nella Roma
storica. Arnaldo Foschini preparò un edificio, innalzato nel
1938-1955 ben percepibile già poco fuori dell'aeroporto di
Fiumicino, con pianta a croce greca, molto bilanciato nei volumi
interni..
Il lago artificiale.
Caratterizzata da giochi d'acqua per eccellenza dell'Eur mille
ciliegi lungo la passeggiata del Giappone, che costeggia parte del
bacino, sono dono della città di Tokyo, mentre il giardini della
Cascata è una bella sistemazione concepita nel 1961 da Raffaele De
Vico.
Palazzo dello Sport.
La predilezione del regime per le scenografie doveva avere qui una
delle sue massi espressioni: un arco di duralluminio ideato da
Adalberto Libera, con una luce ben 330 metri. Non se ne fece nulla,
e l’area che chiudeva l'E42 rimase libera sino all’accostare delle
Olimpiadi del 1960, quando derivò perfetta per la realizzazione
della struttura progettato da Pier Luigi Nervi e Marcello
Piacentini.





