Informazioni turistiche sul Rione Trevi, Via Veneto, Quirinale
I divi di Hollywood potevano vantare maggiore prestanza fisico, ma i paparazzi conoscevano tutti i segreti il dedalo di stradine tracciato all'epoca di Sisto V nell'interno di un progetto che, più significativo - assieme all’edificazione di palazzo Barberini e della fontana di Trevi - sul tessuto urbano fino ai piani preparati dopo l'Unità d'Italia.
Allora gli urbanisti avallarono la distruzione di quella villa
Ludovisi considerata tra i più preziosi ed raffinati spazi verdi di
Roma;
senza tale distruzione la capitale non avrebbe però potuto dare a
Federico Fellini la scenografia dove far Marcello Mastroianni, Anita
Ekberg e i paparazzi in una tra i suoi film più famosi, La dolce
vita.
Appena più a est, già dal '600 i papi avevano raccolto i centri
politici dello Stato pontificio. Un ruolo rafforzato dopo l'Unità
con la scelta del palazzo del Quirinale come residenza reale - e poi
del presidente della Repubblica.
Per una passeggiata alla scoperta di questi luoghi, compresi i caffè
e le vetrine di via Veneto, si
mettano in preventivo circa tre ore.
Palazzo Colonna.
Le sue linee sono frutto della riedificazione del 1730, affinate ai
lati da due padiglioni con loggia e finestroni.
Linee che prevalgono anche nel cortile interno dove si trova il
palazzo edificato nel 1484 per volere del cardinale Giuliano della
Rovere e ora sede della Galleria Colonna
, con la galleria Doria Pamphilj,
la più rilevante raccolta privata della capitale.
Gli spettacolari ornamenti della sala grande ne giustificherebbero
da soli la visita: stucchi, affreschi e grandi specchiere veneziane
fanno da cornice a tele del Guercino, di Niccolò di
Liberatore,Giovanni Lanfranco e Francesco Albani, mentre nella sala
dell'Apoteosi di Martina V, dove si trova il famoso Mangia fagioli
di Annibale Carracci.
Ss. Apostoli: l' iscrizione nel portico della basilica ne attribuisce la fondazione a S. Giulio I nel IV secolo, ma il suo aspetto attuale, fatta
esclusione per la facciata neoclassica di Giuseppe Valadier, è il
prodotto del rifacimento intrapreso da Carlo Fontana nel ‘700.
Tale intervento ha lasciato le tre navate luminosi di ori e
splendenti di stucchi, togliendo però buona parte dei preziosi cicli
pittorici quattrocenteschi sulla tribuna, eseguiti da Melozzo da
Forlì.
Fontana di Trevi.
II bagno di Anita Ekberg in La dolce vita ha fatto conoscere a tutto
il mondo la Fontana di Trevi. , grandiosa composizione barocca, che richiese ben
trent'anni di lavori. È il mare a ispirare la struttura, la cui
decorazione rivela un'evidente matrice berniniana: oltre il grande
attico con balaustra e figure allegoriche, decorato dallo stemma di
Clemente XII che ne iniziò la realizzazione, avanza su un cocchio a
forma di conchiglia trainato da cavalli marini la grande statua di
Oceano di Pietro Bracci, affiancata nelle nicchie laterali dalla
Salubrità e dall'Abbondanza, entrambe opera dello scultore
fiorentino Filippo Della Valle.
Palazzo Carpegna: l' Accademia nazionale di S. Luca si collocò nel 1932 in questo edificio, di fondazione del ‘500 ma rivisitato nel 1643 - 47 da
Francesco Borromini, cui si devono la rampa ovale interna e il
loggiato al pianoterra.
Vi si spostarono qui anche le opere conseguite nei vari concorsi
indetti dall'Accademia, e sono loro a rappresentare il fulcro della
Galleria dell'Accademia di S. Luca,
offrendo un'interessante veduta d'insieme della produzione artistica
a Roma tra '500 e '800 attraverso.
Piazza Barberini.
Rimarrebbe terrorizzato Gian Lorenzo Bernini nel vedere la sua
fontana del Tritone asfissiata dal traffico. La posizione della
piazza ne fa sfortunatamente un frenetico nodo del traffico
capitolino: il gioco d'acqua, contraddistinto da una ricca
abbellimento allegorica, appare isolato e spaesato al centro.
Mazzo Barberini: il progetto del articolato si deve a Carlo Maderno, mentre il Bernini realizzò la loggia-vetrata e la nota scala a pozzo quadrato
sul lato sinistro del portico; su quello opposto gli rispose il
rivale Francesco Borromini, ideando la scala elicoidale a colonne
binate. Il mitreo nel
retrostante giardino mantenendo l'unico affresco romano con Mitra
che uccide il toro e scene del mito del dio.
Galleria nazionale d'Arte antica: dal 1949 è posta nel palazzo Barberini,
ospita opere dei secoli XIV-XVIII, per lo più originari da
collezioni di famiglie patrizie romane. La riorganizzazione della
raccolta consente ai visitatori di valutare sia la decorazione
stessa degli ambienti, sia opere come la suggestiva Madonna col
Bambino di Filippo Lippi o la celebre Fornarina di Raffaello, cui si
avvicinano due superbi lavori di Caravaggio e i preziosi contributi
di Mattia Preti, Guido Reni, Hans Holbein il Giovane, Quentin Metsys
e Gian Lorenzo Bernini, per l'occasione nelle vesti di pittore.
Via Veneto: Via Vittorio Veneto mantiene un indubbio fascino, assai apprezzato non solo dai turisti stranieri ma anche da tanti big del cinema e
dello spettacolo. Si viene in questa via per fare shopping nei
negozi di lusso che vi si assiepano, o per prendere l'aperitivo al
celebre caffè
Doney.
Via del Quirinale: aperta verso il 1560 da Pio IV riattivando un tracciato d'epoca romana. L'urbanizzazione che accompagnò alla costruzione, nel
segmento fino a piazza di S. Bernardo, del palazzo del Quirinale e
di differenti complessi religiosi, mentre quello successivo,
conservatosi con un carattere quasi suburbano fino alla seconda metà
dell'800, vide dopo lo spostamento a Roma della capitale, la nascita
di nuovi edifici dei ministeri.
S. Andrea al Quirinale: il cardinale Camillo Pamphilj ne commissionò il progetto a Gian Lorenzo Bernini, nella piena maturità espressiva. Le geniali
illuminazioni del grande architetto, che definì un'inedita pianta
ellittica con asse principale sul lato minore e sistemò la cupola,
sorpassata da un'audace lanterna, fecero della chiesa un capolavoro dell'architettura sacra
barocca.
Piazza del Quirinale: questo grandioso ambiente della Roma papale ricorda un luogo di culto benedetto a Quirino oppure la città di Curii, da dove
provenivano secondo la leggenda i sabini insediatisi sull'altura. E
invece certo che l'antico appellativo di Monte Cavallo derivi dai
Dioscuri rappresentati nell'atto di frenare i cavalli, copie di età
imperiale di originali greci del V secolo a.C., che furono ritrovati
nelle terme di Costantino e oggi fanno mostra di sé sulla fontana
detta appunto di Monte Cavallo.
Palazzo del Quirinale: a testimoniare la bellezza del complesso, generato come residenza estiva del pontefice, ma tra il 1870 1945 abitazione dei Savoia, collaborano che i nomi dei maestri succedutisi alla guida dei lavori, iniziati da Martino Longhi il Vecchio nel 1573 e via via continuati da Ottaviano Mascherino, Domenico Fontana, Flaminio Ponzio, Carlo Maderno e infine da Gian Lorenzo Bernini, al quale si devono il torrione sulla sinistra della facciata e la loggia delle Benedizioni.



