Informazioni turistiche sulla città del Vaticano
Nella città del Vaticano c'è stato un avvicendamento quasi ininterrotto di interventi edilizi. Questo documenta la continuità dell'impegno proficuo attorno alla residenza del Papa.
Questo lavoro progettuale e artistico ha rappresentato nell'arco di XVII secoli, una "città sacra" che, pur pensata e realizzata come autonoma ha avuto sicuri riflessi sulla "città degli uomini".
I pellegrini che nel medioevo affrontavano migliaia di chilometri da
tutto il mondo per visitare e la tomba degli apostoli Pietro e
Paolo.
Oltre a essere il massimo tempio della Cristianità, S. Pietro in
fatti è anche un immenso deposito d'arte e di cultura, che contiene
una inconsueta antologia, delle massime espressioni della creatività
umana dall'antichità ai nostri giorni.
Una visita nella Città del Vaticano, cui si suggerisce di abbinare
quella dei Musei Vaticani richiede almeno tre ore.
Piazza S. Pietro: ogni domenica quantità enormi di fedeli si riuniscono, per l’Angelus e la benedizione papale nel grandioso spazio che il colonnato
disegnato Lorenzo Bernini contiene. Occupata in parte al tempo della
vecchia Basilica, da chiese e oratori, l'ellisse fu costruita nel
1656-67 con una quadruplice fila in una disposizione convergente
verso i fuochi, tale che, ponendosi in essi, le colonne di ciascun
colonnato appaiono precisamente ordinate dietro la prima fila.
Obelisco Vaticano: fu innalzato al centro della piazza nel 1586. Le fontane ai lati dell'obelisco sono di Carlo Moderno di Carlo Fontana.
Basilica di S. Pietro: ha una superficie complessiva di 22.067 metri quadrati che ne fa la
più grande chiesa del mondo. Impressionano in particolare l'altezza
dell'edificio, che misura da terra alla croce presso la sommità
della cupola michelangiolesca ben 136 metri.
Le vicende storiche che hanno portato all'attuale luogo di culto
risalgono ai primordi della Cristianità.
Le fasi costruttive: la prima basilica costantiniana, fu cominciata verso il 320 e se a compimento nel 349; presentava cinque navate divise da colonne e, al
suo ingresso, era un vasto atrio a quadriportico con la vasca per le
abluzioni, nella quale l'acqua scendeva dalla pigna.
A metà XV secolo il radicale rifacimento del luogo di culto non era
ulteriormente rinviati
Niccolò V lo affidò a Bernardo Rossell (1452), ma fu Giulio Il che
nel 1506 avviò i lavori affidandone Bramante.
Esterno di S. Pietro
Gian Lorenzo Bernini succeduto al Moderno, ideò l'ampia scalinata a
tre livelli, ai cui lati sono poste due statue di S. Pietro e di S,
Paolo.
Essa introduce la facciata, coronata al centro da timpano e
attraversata da otto colonne con pilastri laterali; nella parte
inferiore si apre il portico, alle estremità due arcate.
La sezione superiore del prospetto - coronato da una balaustra su
cui poggiano 13 statue del Redentore, del Battista e degli apostoli,
escluso S, Pietro - presenta nove balconi.
Nel portico oltre la porta che a destra dà accesso al vestibolo
della Scala regia, si vede la statua equestre di Costantino, del
Bernini.
Le imposte di bronzo della porta mediana realizzata su incarico di
Eugenio (1439-45), provengono dalla Basilica stantiniana. Sopra
l'ingresso mediano portico è il mosaico della Navicella, realizzato
da Giotto nel 1298 ma totalmente rifatto nel '600. Moderni sono i
battenti bronzei delle altre porte: quelli dell'ultima a sinistra
portano la firma di Giacomo Manzù.
All'interno non conosce essenzialmente sosta la teoria di capolavori
artistici e di luoghi legati particolari eventi storici, che i
pellegrini hanno cambiato in tappe indispensabili.
La celebre statua in bronzo di S. Pietro forse di Arnolfo di Cambio,
introduce alla cupola, che anche qui meraviglia per dimensioni: sui
quattro pilastri a sezione pentagonale voltano altrettante enormi
arcate; sul tamburo coppie di lesene racchiudono 16 finestre e
sorreggono il cornicione, base della calotta scompartita da
altrettanti costoloni.
La decorazione a mosaico si deve al Cavalier d'Arpino, la base dei
pilastri le statue volute da Urbano VIII raffigurano S, Longino, S.
Elena, S. Veronica, S. Andrea Sopra di esse, quattro balconate
berniniane espongono le più preziose reliquie della Chiesa.
Vicino alla statua di S. Pietro è stata collocata nel 2001, l’urna
di bronzo e cristallo con le spoglie di Papa Giovanni XXIII.
Navata destra: nella la cappella, ornata come le altre e il transetto da mosaici settecenteschi, si trova la famosa Pietà, gruppo marmoreo
considerato tra le massime manifestazioni del genio di Michelangelo.
Nel I ° passaggio, sotto la statua di Leone XII s'apre la cappella
berniniana delle Reliquie, con un prezioso Crocifisso ligneo
attribuito a Pietro Cavallini.
La 2a cappella accoglie il monumento di Pio XII di Francesco
Messina, mentre nel 2° passaggio si affrontano il sepolcro di
Innocenzo XII , disegnato da Ferdinando Fuga, e il monumento della
contessa Matilde di Canossa , altra creazione del Bernina.
Quattro cappelle coperte da cupola marcano gli angoli dell'ambulacro
michelangiolesco, che gira attorno ai pilastri della cupola.
Sull'altare della cappella Gregoriana opera di Giacomo Della Porta
campeggia una Madonna del Soccorso già nella prima Basilica.
Abside: a completare l'effetto simbolico e scenografico del baldacchino,
Bernini pose nell'abside la cattedra di S. Pietro l’imponente
struttura barocca in bronzo dorato, realizzata nel 1656-65, conserva
l'antica cattedra lignea, forse un trono di Carlo Il il Calvo.
Bernini firmò anche il monumento di Urbano VIII mentre capolavoro di
Guglielmo Della Porta è quello di Paolo III.
Una pala marmorea di Alessandro Algardi sovrasta l'altare con le
reliquie di S. Leone Magno una Madonna forse del XV secolo è nel
vicino altare.
Navata sinistra: una copia della Trasfigurazione di Raffaello è sul pilone della cupola che fa angolo con la navata sinistra, affrontata dal
monumento di Leone XI dell'Algardi.
Sulla base di disegni di Carlo Maderno fu aperta la ricca cappella
degli stucchi dorati della volta a Carlo Maratta. La tomba in bronzo
dorato di Innocenzo VIII del Pollai fu qui spostata dall'antica
Basilica nel 1621. La cappella della Presentazione accoglie i
moderni monumenti di Giovanni XXIII e di Bedetto XV.
Nel passaggio alla la cappella, si fronteggiano vece il monumento a
Maria Clementina Sobieski e il monumento degli ultimi Stuart
realizzato da Canova a forma di stele.
Salita alla cupola di S. Pietro: avviene dapprima, assai
agiatamente, mediante
un ascensore che porta a una terrazza dove la vista comprende
l'intera piazza S. Pietro ingrandendosi alla città. Quindi, una
scala alquanto agevole di 330 scalini porta a un corridoio interno
circolare, che permette quasi di toccare i mosaici della cupola. Più
difficoltoso è la salita alla sommità della lanterna, la cui
galleria esterna assicura però una veduta panoramica tra le più note
di
Roma,
fin oltre i confini della città.
Grotte Vaticane
E da questo complesso, che è venuta la smentita di quanto la
tradizione riferiva sulla fondazione della basilica vaticana. La si
voleva infatti innalzare sulle strutture del Circo di Nerone dove
Pietro era stato martirizzato, gli scavi condotti per volere di Pio
XII non hanno smascherato tracce di tale impianto, bensì di
realizzazioni cimiteriali del I-IV secolo. Le Sacre Grotte si
sviluppano sotto pia centrale della Basilica.
Grotte Nuove.
È proprio la cappella retro, edificata sul sepolcro dell'apostolo, a
costituirne il centro. Furono create il pavimento per la fabbrica e
sviluppate a semicerchio attorno a quella tomba; a una fase
posteriore risalgono le diramazioni a raggiera che portano agli
oratori ottenuti nelle basi piloni della cupola e le cinque
cappelle.
Museo storico artistico-tesoro di San Pietro
Alle distruzioni e saccheggi che subì Roma durante i secoli
sopravvive ben poco del tesoro.
Da osservare, oltre alla Colonna Sacra, cui, secondo la tradizione,
si appoggiato Cristo nel tempio di Salomone vanno ricordate la
dalmatica detta di Carlo Magno e la famosa Crux vaticana.
Grotte Vecchie.
Risalgono al 1606 quando Paolo V dispose la demolizione della parte
anteriore dell'antica Basilica. Si producono di tre navate a volte
ribassate su massicci pilastri, stese per circa 50 m sotto la navata
mediana.
Al termine della navata centrale sono le tombe di Bonifacio VIII, in
parte di Arnolfo di Cambio, e di Niccolò III, per la quale fu
riadoperato un sarcofago paleocristiano.
La navata mediana araccoglie invece il monumento a Pio VI iniziato
da Antonio Canova e terminato da Adamo Tadolini.
Gli altri ambienti delle Sacre Grotte sono compresi nella Necropoli
precostantiniana. Questa si svolge lungo un passaggio
sul quale affacciano mausolei decorati da pregevoli pitture e con
cavità per le urne cinerarie.
Giardini Vaticani.
Il polmone verde della Città del Vaticano, vi sorge la casina di Pio
IV innalzata da Pirro Ligorio nel 1558-61, che si compone di due
fabbricati e di altrettanti padiglioni laterali: l'edificio minore,
anticipato da una fontana, è decorato da mosaici e da una loggia
nella sezione superiore.
Aula delle Udienze pontificie o di Paolo VI
Pur garantendo una capienza di 12 mila posti, l'ardita struttura a
conchiglia concepita da Pier Luigi Nervi s si rivela carente ad
ospitare tutti coloro che vogliono presenziare all'Udienza del
mercoledì e alle altre cerimonie, tanto che queste stesse
celebrazioni si svolgono in piazza S. Pietro.


